Gruppo Azione Costiera | I prodotti del nostro mare
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I prodotti del nostro mare

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I PRODOTTI DEL NOSTRO MARE

Le eccellenze per le quali siamo noti

 

Moleche

Nome scientifico: Carcinus aestuarlii.

Le moleche sono granchi che vengono allevati e consumati in primavera ed autunno quando si trovano in una fase di crescita che li costringe a cambiare lo scheletro protettivo (il carapace) e risultano molto teneri, tanto da essere consumati interi.

Caratteristiche

Le moleche sono dei granchi che in primavera ed in autunno, solitamente nei mesi che vanno da Aprile a Maggio e da Ottobre a Novembre, perdono il loro carapace e si presentano molli e particolarmente teneri. Visti da sopra, il carapace risulta liscio a forma di cuore vagamente esagonale, il cui bordo antero-laterale ha 5 dentelli rivolti in direzione dei peduncoli ottici. A parte le caratteristiche fisiche, la moleca si differenzia dai comuni granchi dall’addome che è molto stretto. Le chele sono abbastanza robuste e la destra è leggermente più sviluppata della sinistra. Hanno 4 paia di zampe lunghe e lisce il cui ultimo paio particolarmente piatto e viene usato per gli spostamenti in acqua. Le dimensioni si aggirano all’incirca sui 6 o 7 centimetri e il loro colore varia tra il verde e il grigio.

Habitat

Questa specie di granchio si trova particolarmente bene negli ambienti sabbiosi degli estuari e lagunari fino ad una profondità di 5 metri, ideale per la sua crescita è infatti la laguna Veneta le zone comprese tra Burano, Giudecca e Chioggia che sono specializzate nel loro allevamento.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it

http://www.aiamitalia.it/index.php?option=com_schede&view=scheda&genere=Carcinus&specie=aestuarii

 


 

Pannochia o canocia

Nome scientifico: Squilla mantis.

La pannocchia, canocia o anche canocchia, è un crostaceo appartenente alla famiglia degli Squillidae nella grande Classe dei Malacostraca che comprende tutti i crostacei più evoluti e conosciuti per scopo alimentare.

Caratteristiche

Squilla mantis ha dei falsi occhi, caratteristici per questa specie, posizionati sulla coda a scopo difensivo. Ha una corpo allungato che in un esemplare adulto può raggiungere una lunghezza massima di 20 cm. Il carapace ha un colore tra il bianco e il grigiastro, con dei rifllessi sul rosato. Porta numerose appendici di cui alcune sono usate per potersi muovere, altre invece per poter scavare gallerie nel fondale per rifugiarsi durante il giorno e cacciare e, infine, appendici che hanno un aspetto simile alle zampe protoraciche della mantide religiosa ma disposte al contrario e dotate di lunghe spine che usa per catturare le prede.

Habitat

La sua distribuzione comprende tutto il Mediterraneo, ma principalmente il Mar Adriatico. Questa specie vive in tane scavate su fondi sabbiosi tra i 10 m fino a 200 m, spesso in prossimità della foce dei fiumi o dello sbocco dei canali. Ha abitudini solitarie e un elevato grado di aggressività, non di rado infatti, attacca anche i suoi simili. I nomi con cui viene chiamata variano, a seconda del dialetto, da regione e regione, come ad esempio canocia in Veneto o nel Friuli, balestrin o sigà de maa in Liguria, pannocchia in Abruzzo, Cicala di mare nel Lazio, cannocchiella in Puglia, cegala de mari in Sicilia, e così via.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it

https://it.wikipedia.org/wiki/Squilla_mantis

http://ginux.univpm.it/didattica/dispense/bavestrello/zoologia/pagine/malacost.htm

 


 

Gambero grigio

Nome scientifico: Crangon crangon.

Gambero di medie dimensioni che da vivo presenta un carapace di colore grigio-bruno trasparente, da cui prende il nome. Molto richiesto nel mercato ittico. Nel Mediterraneo è molto diffuso, in particolar modo nel Mar Adriatico.

Caratteristiche

Il corpo è protetto da un carapace di colore grigio trasparente, solitamente cosparso di puntini neri, che quando viene cotto diventa di colore rosa. Come tutti i gamberi il corpo può essere suddiviso in due parti fondamentali: quella anteriore, che comprende la testa su cui sono articolate due antenne e due piccole chele, e quella posteriore che comprende l’addome, sotto cui sono presenti le zampe, e che termina in una coda. Può raggiungere una lunghezza massima di 9 cm. Viene pescato con reti a strascico e spesso subisce un primo trattamento termico immediatamente dopo la pesca per assicurare la sicurezza alimentare per poi essere congelato direttamente a bordo.

Habitat

Si trova in tutte le coste del Mediterraneo, in special modo in Mar Adriatico, fino a 20 metri di profondità, in zone con fondali sabbiosi o fangosi.

 

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Crangon_crangon

http://www.fao.org/fishery/species/3435/en

 


 

Mazzancolla

Nome scientifico: Penaeus kerathurus.

La mazzancolla, meglio conosciuta come “gambero imperiale” è un crostaceo comune in Mar Mediterraneo e particolarmente diffuso nel mar Adriatico. Molto richiesto dal mercato ittico per le sue dimensioni e il gusto delle sue carni.

Caratteristiche

Ha la caratteristica forma dei gamberi in cui si possono distinguere due parti principali: la testa, che ospita la maggior parte degli organi interni e su cui sono articolate delle lunghe antenne e l’addome, in cui è presente la muscolatura necessaria al movimento. Il colore varia in relazione ai fondali e alla profondità delle acque ma generalmente è chiaro con sfumature che tendono  al rosa aranciato o al grigio con bande marroni-rossastre. Il suo peso supera sovente i 100 grammi e i 20 centimetri in lunghezza.

Habitat

Vive in acque costiere dai 5 a 50m di profondità, su fondali sabbiosi e fangosi. Ha abitudini notturne e rimane nascosto nella sabbia durante il giorno. Gli individui giovani si trovano facilmente in acque salmastre come gli estuari o le lagune dove il nutrimento è molto abbondante, mentre l’adulto vive in habitat marino. La pesca avviene in autunno e in primavera attraverso l’utilizzo di reti a strascico.

Fasolara

Nome scientifico: Callista chione.

La fasolara o fasolaro è un mollusco bivalve simile alle vongole appartenente alla famiglia dei Veneridae. Come tutti i bivalvi, il corpo del mollusco è protetto da una conchiglia formata da due valve composte da carbonato di calcio.

Caratteristiche

La conchiglia può raggiungere una larghezza massima di circa 10 cm, è molto robusta e liscia. All’esterno è di colore marrone o marrone rosa con bande concentriche e radiali scure mentre l’interno si presenta bianco lucido. Ogni striatura sulla conchiglia rappresenta una fase di crescita del mollusco.

L’organo più sviluppato dei molluschi è il piede, un grosso apparato muscolare a forma di lingua che in questa specie è di colore rossastro e che consente all’animale di muoversi, ancorarsi e, con semplici movimenti, di nascondersi sotto la sabbia.

Habitat

Vive su fondali fangosi o sabbiosi da pochi metri fino a circa 30 m di profondità nel Mar Adriatico, Mar Tirreno e nella zona laziale.

Per la pesca della fasolara, si utilizza un sistema chiamato a rastrello o a tubo soffiante. La pesca avviene a 4 o 5 miglia dalla costa, ad una profondità che varia dai 10 ai 30 metri, con questo metodo viene setacciata la sabbia per trovare i molluschi, che vengono trattenuti da una griglia, mentre il sedimento viene gettato al di fuori.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=fasolari  https://it.wikipedia.org/wiki/Callista_chione

http://www.aiamitalia.it/index.php?option=com_schede&view=scheda&genere=Callista&specie=chione

 


 

Mitilo o Cozza

Nome scientifico: Mytilus galloprovincialis.

Comunemente chiamata cozza, appartiene alla famiglia dei Mytilidae. E’ nota per per il suo caratteristico sapore e vastamente allevata per scopi commerciali in tutta Europa.

Caratteristiche

Come tutti i Bivalvi, presenta due valve, composte principalmente da carbonato di calcio, che si presentano esternamene di colore nero o nero-viola, con sottili cerchi d’accrescimento radiali e concentrici verso la parte appuntita e internamente di color madreperla, con una superficie liscia. Le due valve sono tenute insieme da una cerniera con tre o quattro dentelli. All’interno delle valve è contenuto ciò che risulta commestibile, ovvero il corpo del mollusco, racchiuso nel mantello che può essere di colore giallo crema o arancione, in base al sesso. Generalmente il maschio è giallo, mentre la femmina è arancione ed entrambi, hanno il bordo scuro, di colore marrone-nero.

Habitat

La cozza è una specie naturalmente tipica dei golfi e delle zone lagunari del Mar Adriatico e viene allevata in tutto il Mediterraneo.

Mytilus galloprovincialis è un organismo sessile cioè che vive ancorato ad un substrato che può essere fisso (rocce, scogli, barche..) o incoerente (fondali sabbiosi). Riescono ad ancorarsi molto saldamente grazie ad un secreto particolare che da liquido a contatto con l’acqua solidifica e diventa molto resistente. Questo secreto prende il nome di “bisso”. Il mollusco è, quindi, capace di rimanere ancorato a qualsiasi corpo naturale o artificiale che risulta sommerso dall’acqua.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=cozza

https://it.wikipedia.org/wiki/Mytilus_galloprovincialis

http://www.agraria.org/pesci/cozze.htm

 


 

Vongola verace

Nome scientifico: Tapes decussatus.

E’ uno dei molluschi bivalvi più pescati nel Mediterraneo ed è anche uno tra i più apprezzati ed utilizzati nella realizzazione dei piatti della tradizione culinaria italiana.

Caratteristiche

la conchiglia è di forma ovale e molto solida, presenta fitte strie radiali e e di accrescimento che la distinguino dalla vongola comune e una colorazione esterna  bianca-grigio-giallastra, con strisce e macchie di colore scuro, internamente il colore tende al bianco e a volte è chiazzato di viola. Come tutti gli organismi bivalvi, è un organismo filtratore cioè si nutre prevalentemente di organismi del fitoplancton e da piccole particelle di materia organica che si trovano in sospensione nell’acqua.

La particolare struttura dei due sifoni, nettamente separati, la rende facilmente distinguibile anche dalla vongola filippina che è stata introdotta negli anni ‘80 in Italia a seguito di un drastico calo della popolazione di Tapes decussatus, probabilmente attribuibile all’eccessiva pesca. In media, la grandezza degli esemplari si aggira sui 4-5 centimetri.

Habitat

In Italia è particolarmente comune nell’Adriatico, ma anche nel basso e medio Tirreno. Vive in colonie in acque poco profonde su fondali sabbiosi o fangosi.

La vongola verace è una specie in via di estinzione a causa della pesca intensiva e secondo le norme vigenti, di questa specie di molluschi se ne può pescare un quantitativo non superiore ai 100 chilogrammi al giorno. Nelle acque basse solitamente si procede alla loro raccolta per mezzo di un rastrello, oppure mediante l’ausilio di imbarcazioni o sistemi meccanizzati, cioè attraverso rasca da traino, draga idraulica,draga vibrante, rampone, pompa lunga e corta. Possono essere allevate ma sono molto meno redditizie in termini produttivi rispetto alle vongole filippine.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=vongola-verace

http://www.biologiamarina.eu/SchedeVongola.html

http://www.liceofoscarini.it/didattic/conchiglie/bivalvi/specie/TapesDecussatus.htm

 


 

Vongola filippina

Nome scientifico: Tapes philippinarum

La vongola filippina, fa parte della famiglia dei molluschi bivalvi è stata introdotta dall’Asia nel Mar Mediterraneo, in particolare nel Mar Adriatico, per fini commerciali. In seguito si è rapidamente diffusa, diventando molto più comune della vongola verace nostrana (Tapes decussatus).

Caratteristiche

Questa varietà di vongola possiede un guscio ovale abbastanza robusto che può arrivare a diametri che vanno dai sei agli otto centimetri. La caratteristica di distinzione più importante fra le due specie è però data dalla morfologia dei sifoni che nella vongola verace appaiono separati, mentre nella vongola filippina sono uniti alla base e divisi alla punta. Inoltre Tapes philippinarum  presenta una più ampia gamma di colori, anche abbastanza vivaci, e possiede carni meno tenere.

Habitat

Si tratta di una specie originaria del Pacifico, introdotta a cominciare dal 1983 nella Laguna di Venezia e in seguito anche in altre località italiane per scopi commerciali. Dalla sua introduzione si è diffusa velocemente nel Mediterraneo sostituendo le popolazioni di Tapes decussatus.

La vongola filippina trova il suo ambiente ideale in acque salmastre con fondale sabbioso o fangoso, dotati di una buona ossigenazione. La raccolta delle vongole viene effettuata con i classici metodi manuali, o con l’ausilio di rasche e rastrelli. Esistono anche metodi di raccolta tramite l’utilizzo di attrezzature più avanzate come imbarcazioni denominate ‘vongolari’ dotate di draghe idrauliche o motorasche, tuttavia questi metodi di raccolta danneggiano il fondale, e per tale motivo ne è vietato e sanzionato l’utilizzo.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=vongola-filippina

https://it.wikipedia.org/wiki/Venerupis_philippinarum

 


 

Vongola comune, bibarasse o lupini

Nome scientifico: Venus gallina

La vongola comune è un mollusco bivalve particolarmente diffuso in Mar Adriatico. Frequenta acque poco profonde e non è raro trovarne degli esemplari a pochi metri dalla riva. In passato, infatti, venivano spesso raccolte a mano scavando nel primo strato di sabbia.

Caratteristiche

La conchiglia è formata da due valve robuste e tondeggianti con evidenti costolature concentriche all’esterno e all’interno è liscia e di colore giallo chiaro. La colorazione esterna, invece, è molto variabile ma solitamente ha una base che varia dal bianco al marrone fino al grigio con striature o macchie che possono essere bianche, brune o avvicinarsi alle sfumature del blu e del viola. V. gallina è una vongola di piccole dimensioni, specialmente se confrontata con la vongola verace o la vongola filippina. Queste ultime, infatti, raggiungono una taglia massima di 6-7 cm mentre la taglia massima della vongola comune è intorno ai 4,5 cm con una dimensione media di 2-3 cm.

Habitat

I lupini sono diffusi in tutte le coste del Mar Mediterraneo ma sono particolarmente diffusi in Mar Adriatico per via dei suoi fondali poco profondi. Questa specie infatti vive prevalentemente in fondali sabbiosi o fangosi in acque profonde da pochi centimetri fino a 15 m. Data la sua vicinanza alla costa, in periodi difficili questa vongola ha costituito una fonte di cibo importante per gli abitanti della costa che le raccoglievano scavando nella sabbia a mani nude. Oggi invece ne vengono raccolte grandi quantità con barche dotate di un’attrezzatura specifica chiamate le vongolari.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=bibarasse-o-lupini

https://it.wikipedia.org/wiki/Chamelea_gallina

http://www.fao.org/fishery/species/2697/en

 


 

Seppia

Nome scientifico: Sepia officinalis

La seppia fa parte dei Molluschi come le vongole, ma appartiene alla classe dei Cefalopodi che comprende i molluschi più evoluti in cui la conchiglia è interna al corpo e piuttosto ridotta.

Caratteristiche

La seppia mediterranea può raggiungere i 35 cm di lunghezza (comune da 15 a 25 cm), presenta un corpo di forma ovale circondato da una pinna che coaviuva al movimento, una bocca dotata di becco con intorno dieci tentacoli, due dei quali più lunghi e dotati di ventose. Come tutti i cefalopodi più evoluti può cambiare colore grazie a cellule specializzate dell’epidermide, i cromatofori. I colori (dal bruno-nero al giallo) e le variazioni di disegno vengono usate dall’animale per comunicare. per mimetizzarsi e per difendersi dai predatori.

La conchiglia interna della seppia è di colore bianco e viene comunemente chiamata osso di seppia che insieme alla sacca dell’inchiostro è tra le sue caratteristiche peculiari. In situazioni di pericolo l’inchiostro viene liberato dalla sacca situata fra le branchie e disperso con l’ausilio d’un getto d’acqua emesso dal sifone confondendo così il predatore e creando un diversivo per la fuga.

Habitat

La seppia vive nei fondali fino a 100m di profondità e predilige quelli sabbiosi o melmosi in cui riesce a mimetizarsi facilmente e tendere agguati alle prede. In primavera si trova spesso in grandi quantità nella regione costiera in prossimità dei fondi sabbiosi coperti da praterie, Posidonia e Zoostera. Nel resto dell’anno si trova in acque più profonde. Anche nei periodi in cui si avvicina alla costa, la limitata profondità del mar Adriatico le consente di vivere in una fascia di fondale piuttosto ampia.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=seppia

https://it.wikipedia.org/wiki/Sepia_officinalis

http://www.aiamitalia.it/index.php?option=com_schede&view=scheda&genere=Sepia&specie=officinalis#

http://www.bluintenso.it/pesci-dell-adriatico/

Sogliola

Nome scientifico: Solea solea.

La sogliola è un pesce che appartiene alla famiglia dei Soleidae. L’evoluzione della specie ha fatto assumere alla sogliola la caratteristica posizione sdraiata in cui entrambi gli occhi si trovano sul lato superiore.

Caratteristiche

La sogliola è un pesce completamente piatto dal corpo ovale. Ha una testa piccola caratterizzata da un muso dalle forme dolci e arrotondate. Il lato oculare è bruno grigiastro con macchie scure e macchie chiare variamente disposte, più o meno appariscenti che ne danno un aspetto molto mimetico. La parte inferiore invece ha una tonalità di colore che si avvicina al bianco. La sogliola che popola il Mediterraneo non supera i 40 cm di lunghezza e per legge può essere pescata e commercializzata solo se supera i 20 cm (Reg.CE 1967/2006).

Habitat

Questa specie è comune nel Mar Mediterraneo e vive su fondali sabbiosi o fangosi dalla superficie fino a circa 200 m di profondità. Si trova anche in acque salmastre.

L’unico modo per pescare la sogliola è quello che prevede l’utilizzo di ampie reti a strascico. La sogliola che si trova sulle tavole italiane viene pescata soprattuto all’interno dei mari nazionali e in particolare nella zona dell’Adriatico e in tutte le acque che circondano la Sicilia.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=sogliola-sfogio

https://it.wikipedia.org/wiki/Solea_solea

http://www.pescaricreativa.org/notizie/articoli/item/215-misure-minime-pesca-in-mare.html

 


 

Triglia di fango

Nome scientifico: Mullus barbatus.

Nei mari italiani sono presenti due specie della famiglia Mullidae: Mullus surmuletus (Triglia di scoglio) e Mullus barbatus (Triglia di fango). La Triglia di fango si distingue da quella di scoglio per alcune caratteristiche fisiche e per l’habitat, predilige infatti i fondali sabbiosi o fangosi da cui prende il nome.

Caratteristiche

La triglia di scoglio è un pesce piuttosto piccolo che raggiunge una lunghezza massima di circa 30 cm ma si trova più frequentemente tra i 10  e i 20 cm. La lunghezza minima per la commercializzazione, fissata dal Regolamento della Comunità Europea 1967/2006, è di 11 cm. Il corpo è di colore rosa-argento. Il profilo dorsale è arcuato, mentre quello ventrale è appiattito per potersi appoggiare al fondale. La testa è grossa e corta, con due occhi rotondi molto sporgenti. Sotto la bocca sono posizionati due “barbigli” tattili che sono ricchi di sensori e aiutano la triglia a sondare i fondali per procurarsi le prede di cui si nutre: crostacei, piccoli pesci, echinodermi e molluschi. La femmina è solitamente più grande del maschio.

Habitat

La triglia di fango vive spesso in piccoli branchi e popolano i fondali sabbiosi, fangosi e ghiaiosi fino a 300-500 metri di profondità mentre i giovanili si possono trovare in acque basse. Le sue carni prelibate ne fanno la preda preferita dai pescatori di professione, che mettono in atto diverse tecniche per catturarla. La più diffusa è sicuramente la pesca a strascico, con le apposite reti; ma gli esemplari più giovani, che stazionano quasi sempre nelle vicinanze della costa, si pescano con lo “sciabichello”.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=triglia-di-fango

https://it.wikipedia.org/wiki/Mullus_barbatus_barbatus

http://www.aiamitalia.it/index.php?option=com_schede&view=scheda&genere=mullus&specie=barbatus

http://www.pescaricreativa.org/notizie/articoli/item/215-misure-minime-pesca-in-mare.html

 


 

Triglia di scoglio

Nome scientifico: Mullus surmuletus.

A differenza della triglia di fango ha la prima pinna dorsale colorata con bande longitudinali scure e il profilo del muso inclinato mentre M. barbatus ha la prima pinna dorsale incolore e il profilo del muso quasi verticale. Considerata un pesce prelibato fin dall’antichità, si adatta ad essere cucinato in molti modi e rientra quindi in tante ricette tipiche e regionali.

Caratteristiche

La triglia di scoglio ha delle squame di un bel colore rosso-arancio e giallo e lunghi barbigli bianchi, che le servono per individuare il cibo nel sedimento.  La colorazione può presentare varie sfumature dal rosso al rosa, fino alle tinte del bruno e dell’arancio. Mediamente la lunghezza della triglia si aggira intorno ai 20-25 cm ma può arrivare a 40 cm per 1 kg di peso. La lunghezza minima per la commercializzazione, fissata dal Reg.CE 1967/2006 è di 11 cm. Il corpo è di colore rosa-argento.

Habitat

Vive in fondali poco profondi caratterizzati da rocce, scogli e strati di sabbia e ghiaia. L’adulto vive spesso solitario mentre i giovani si muovono spesso in piccoli gruppi. Viene pescata coi tramagli e le reti a strascico dai pescherecci ad una profondità che varia dai 10 ai 50 metri. La fine dell’estate e l’inizio dell’autunno è il periodo ideale per la sua pesca poiché segue il periodo della riproduzione e di conseguenza se ne trovano in gran quantità. I pescatori sportivi e i turisti amano pescare questo pesce che abbocca facilmente all’amo quando si pesca dagli scogli.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=triglia-di-scoglio

https://it.wikipedia.org/wiki/Mullus_surmuletus

http://www.aiamitalia.it/index.php?option=com_schede&view=scheda&genere=mullus&specie=surmuletus

http://www.pescaricreativa.org/notizie/articoli/item/215-misure-minime-pesca-in-mare.html

 


 

Sardina o Bianchetto

Nome scientifico: Sardina pilchardus.

S. pilchardus è l’unica specie del genere Particolarmente nota per formare grandi banchi in cui si raccolgono anche migliaia di individui e che ospitano spesso anche altre specie di pesci. Di grande interesse economico per le sue proprietà organolettiche, è oggetto di un’intensa pesca.

Caratteristiche

Il corpo è allungato, di colore verdastro o azzurro iridescente sul dorso, argenteo sui fianchi e biancastro sul ventre. Una delle caratteristiche peculiari della specie è una fila di scaglie rigide ed appuntite sul ventre che insieme ad altre caratteristiche la rendono facilmente distinguibile dall’acciuga (Engraulis encrasicolus). Le squame, per esempio, sono molto grosse e molto delicate mentre nelle acciughe sono piccole. La bocca è rivolta verso il basso e gli occhi sono grandi rispetto alle dimensioni del corpo. Nel Mediterraneo occidentale l’adulto può raggiungere i 27 cm di lunghezza ma la lunghezza comune è intorno ai 15-20 cm. È una specie gregaria che si organizza in banchi molto numerosi, solitamente mista ad altre specie. Le sardine, infatti, formano gruppi che si distinguono solo per la taglia e non per la specie. I pesci che formano banchi con le sardine sono le acciughe, altre specie simili della famiglia dei Clupeidae e in alcuni casi anche esemplari giovani di tonno rosso e palamita. Non è una specie che compie lunghi spostamenti ma effettua migrazioni nictemerali, ovvero di notte si trova in profondità e nelle ore diurne si sposta verso la superficie. Si nutre esclusivamente di plancton, soprattutto zooplancton e in particolare crostacei copepodi del genere Calanus.

Habitat

La sardina è una specie comune nel mar Mediterraneo, soprattutto nella parte occidentale e nell’Adriatico. Specie molto apprezzata per le sue carni, è soggetta a una pesca intensiva che negli ultimi anni ha causato una diminuzione della quantità economicamente sfruttabile della popolazione. Muovendosi in banchi se ne catturano notevoli quantitativi, specialmente utilizzando reti da circuizione. La dimensione minima per la pesca e la commercializzazione secondo il Reg.CE 1967/2006 è di 11 cm.

 

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Sardina_pilchardus

http://www.ilgiornaledeimarinai.it/sardina-pilchardus/

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=sardina

http://www.pescaricreativa.org/notizie/articoli/item/215-misure-minime-pesca-in-mare.html

 


 

Alici o Acciughe

Nome scientifico: Engraulis encrasicolus.

Talvolta confusa con la sardina, l’alice appartiene ad’unaltra famiglia tassonomica ma spesso si trovano a condividere lo stesso ambiente formando dei grandi banchi. Ha abitudini pelagiche e si può trovare anche a grande distanza dalle coste. Tollera le acque salmastre e talvolta penetra nelle foci e nelle lagune.

Caratteristiche

Le acciughe hanno un corpo affusolato di colore azzurro-verde, sul dorso, e argento sui fianchi e l’addome. Ha occhi grandi per le sue dimensioni e una bocca molto grande tanto da superare il bordo posteriore degli occhi.  Generalmente misurano dai 6 ai 10 centimetri e raggiungono al massimo i 20 centimetri. Le squame sono piccole e si staccano facilmente. È una specie gregaria in ogni fase vitale che forma banchi numerosissimi spesso misti con altre specie, per esempio la sardina, composti da esemplari di taglia simile.

Habitat

L’acciuga è una specie comune nel Mar Mediterraneo. Non compiono migrazioni ma si spostano a diverse profondità a seconda delle stagioni. In autunno e in inverno vivono in profondità mentre durante la primavera e l’estate risalgono verso la superficie in prossimità delle coste, dove avviene la riproduzione. Il loro nutrimento principale è lo zooplancton che cresce particolarmente bene ine zone di acqua salmasta come lagune e estuari in cui spesso le acciughe, che riescono a sopportare la variazione di salinità, si addentrano per nutrirsi.  Come le sardine, sono oggetto di una intensa pesca che ha causato una diminuzione delle quantità commerciabili negli ultimi anni. La dimensione minima per la pesca e la commercializzazione secondo il Reg.CE 1967/2006 è di 9 cm.

 

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Engraulis_encrasicolus

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=acciuga-alice

http://www.biologiamarina.eu/SchedaAcciuga.html

http://www.pescaricreativa.org/notizie/articoli/item/215-misure-minime-pesca-in-mare.html

 


 

Spigola o Branzino

Nome scientifico: Dicentrarchus labrax.

Specie strettamente costiera, popola ambienti di ogni tipo nei pressi della riva, sia con fondali duri che sabbiosi. Penetra, soprattutto in estate, nelle acque salmastre di lagune e foci e può raggiungere le acque completamente dolci. L’acquacoltura è il principale metodo di produzione, anche se dalla pesca deriva ancora più del 10% della produzione complessiva di spigole in tutto il mondo.

Caratteristiche

Il corpo è affusolato leggermente compresso ai lati, di colore grigio argenteo sul dorso, argenteo sui fianchi e bianco sul ventre. La testa è allungata e la bocca è grande con una fitta dentatura e una mandibola forte. Le caratteristiche distintive di questa specie sono la fronte, che risulta dritta e le due pinne dorsali evidentemente diverse, la prima dorsale è formata da 8-10 raggi spinosi, la seconda da 12-13 raggi molli. Il corpo è ricoperto da scaglie abbastanza piccole ma  ben visibili, presenti anche sulla testa. La lunghezza massima documentata per questa specie è di 103 cm, ma mediamente misura attorno a 50 cm, mentre il peso può raggiungere i 12 kg. La spigola è un pesce gregario nei suoi stadi giovanili mentre gli adulti sono solitari.

Habitat

Specie comune nel Mar Mediterraneo, presente soprattutto in acque fredde e ben ossigenate. Strettamente costiera, raramente scende in profondità e popola ambienti di ogni tipo. Sopporta diverse concentrazioni di salinità e si sposta, soprattutto in estate, nelle acque salmastre di lagune e verso le foci dei fiumi. La spigola è una specie strettamente legata al fondale, in particolare nelle ore notturne, quando va a caccia di molluschi, anellidi e crostacei. Nel mercato ittico è una delle specie più pregiate e, per rispondere alla grande richiesta del mercato, in numerosi paesi mediterranei viene allevata in acquacoltura intensiva ed estensiva. La dimensione minima per la pesca e la commercializzazione secondo il Reg.CE 1967/2006 è di 25 cm.

 

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Dicentrarchus_labrax

http://ec.europa.eu/fisheries/marine_species/farmed_fish_and_shellfish/seabass/index_it.htm

http://ec.europa.eu/fisheries/documentation/publications/factsheets-aquaculture-species/seabass_it.pdf

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=branzino-spigola

http://www.pescaricreativa.org/notizie/articoli/item/215-misure-minime-pesca-in-mare.html

 


 

Orata

Nome scientifico: Sparus aurata.

Pesce pregiato estremamente richiesto e molto diffuso nelle coste del Mediterraneo, in particolare al confine tra substrati rocciosi e sabbiosi. Piuttosto facile da riconoscere anche grazie alla fascia giallo-dorata sulla testa da cui prende il nome. In Italia viene anche allevato in acquacoltura in zone specializzate.

Caratteristiche

Il corpo è robusto di colore argenteo, con squame leggermente più scure sul dorso e più chiare, tendenti al bianco, sotto la pancia. Caratteristica distintiva della specie sono le due fasce colorate presenti nello spazio tra gli occhi, la superiore scura, l’inferiore giallo-dorata. La mandibola è forte con la parte inferiore leggermente arretrata rispetto alla superiore e munita di denti ben affilati. Può raggiungere una lunghezza massima di 70 cm per un peso intorno ai 10 kg ma solitamente gli esemplari in commercio variano da un minimo di 20 cm a un massimo di 50 cm.

L’orata è una specie ermafrodita proterandrica, significa che ogni individuo possiede sia l’apparato maschile che quello femminile che si sviluppano in tempi diversi. Quando il giovane arriva a maturità sessuale si sviluppa l’apparato maschile che matura alla fine del secondo anno di vita, successivamente inizia a regredire e la parte femminile prende gradualmente il sopravvento.

Habitat

L’orata è presente in tutto il bacino del Mediterraneo nella fascia costiera compresa tra i 5 e i 150 m di profondità, specialmente in zone in cui sono presenti fondali rocciosi.  Generalmente è solitaria, raramente si sposta in piccoli gruppi. Sopporta bene le diverse concentrazioni di salinità e non è raro trovarla in zone di acqua salmastra come lagune o estuari ma a differenza della spigola preferisce le acque calde. L’orata può essere di allevata in acquacoltura, pratica in crescita anche per via della grande domanda del mercato, nelle lagune adriatiche e lungo le coste toscane. La dimensione minima per la pesca e la commercializzazione secondo il Reg.CE 1967/2006 è di 20 cm.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=orata

https://it.wikipedia.org/wiki/Sparus_aurata

http://www.pescaricreativa.org/notizie/articoli/http://www.ittiofauna.org/webmuseum/pesciossei/perciformes/sparidae/sparus/sparus_auratus/sparus_aurata.htmitem/215-misure-minime-pesca-in-mare.html

 


 

Rombo chiodato

Appiattito dorso-ventralmente, ha una forma romboidale-circolare molto accentuata e sul corpo presenta dei tubercoli ossei che lo distinguono dalle altre specie e gli conferiscono il nome di rombo chiodato.

Nome scientifico: Psetta maxima.

Caratteristiche

Il rombo chiodato appartiene ad un gruppo di pesci piatti denominati “rombi” con alcune caratteristiche comuni, per esempio, gli occhi sono entrambi sul lato sinistro del corpo che è anche quello pigmentato, mentre il sinistro che è a contatto con il substrato è di colore chiaro. La forma del loro corpo, inoltre, si avvicina alla forma geometrica del rombo, da cui prendono il nome. Il rombo chiodato, in particolare, ha una forma romboidale molto accentuata. La parte destra del corpo è di colore marrone o grigiastra con macchiette scure mentre la parte sinistra è di colore bianco-rosato. Il mimetismo della livrea gli consente di nascondersi dai predatori e di tendere agguati alle prede. Il corpo presenta delle scaglie ma sono molto aderenti al corpo, tanto da farlo risultare all’apparenza liscio. Può raggiungere una lunghezza massima di 1 m per 12 kg di peso.

Habitat

Vive in fondali marini sabbiosi e fangosi, in acque ad una profondità che va da pochi metri fino a 100 metri di profondità, e si mimetizza assumendo lo stesso colore del fondo marino. Nelle coste Italiane è comune e gli esemplari giovani possono vivere anche nelle lagune salmastre. Il rombo chiodato è molto apprezzato per le sue carni e intorno agli anni ‘70 in Europa si sono diffuse tecniche per riuscire ad allevare questa specie. Il principale paese produttore in Europa è la Spagna.

 

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Psetta_maxima

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=rombo

(Rodríguez Villanueva e Fernández Souto, 2006).

Dott. Alessandro Lucchetti Institute of Marine Sciences National Research Council (ISMAR-CNR) Fishery Section Fishing technology Department Ancona

http://ec.europa.eu/fisheries/documentation/publications/factsheets-aquaculture-species/turbot_it.pdf

 


 

Rombo liscio o Soaso

Nome scientifico: Scophthalmus rhombus.

Appartenente al gruppo dei rombi, è molto simile al rombo chiodato da cui però si distingue soprattutto per l’assenza dei tubercoli ossei e la forma del corpo meno allargata.

Caratteristiche

Il lato destro, dove sono posizionati gli occhi, ha una colorazione beige o bruna, molto mimetica, con piccole macchiette scure, mentre il lato sinistro è chiaro tendente al rosa. Le squame sono disposte sul corpo in modo da essere molto aderenti, questo conferisce alla pelle un aspetto liscio. Può raggiungere i 7 kg di peso per 70 cm di lunghezza.

Habitat

Il rombo liscio si può trovare lungo le coste europee nell’Atlantico orientale, è molto diffuso in tutto il mar Mediterraneo e in particolar modo lo si può trovare nel Mar Adriatico. Vive esclusivamente su fondi sabbiosi o fangosi tra i 15 ed i 70 metri di profondità. I giovani possono sopportare diverse concentrazioni di salinità e si possono trovare in acque salmastre, anche profonde pochi centimetri.

 

Fonti:

http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=rombo-liscio-o-soaso

https://it.wikipedia.org/wiki/Scophthalmus_rhombus

 


 

Passera pianuzza

Nome scientifico: Platichthys flesus.

Pesce piatto simile ai rombi ma con un corpo di forma marcatamante più ovale e privo di squame.

Caratteristiche

Come gli altri pesci piatti, entrambi gli occhi sono sul lato destro del corpo, di colore scuro, marmorizzato o cosparso di piccole macchie gialle, il lato sinistro invece risulta completamente bianco. Il corpo è di forma ovale ed è liscio in quanto manca di squame. Le dimensioni possono arrivare ad un massimo di 40 cm. Similmente ai rombi, si muove sul fondale dove si mimetizza e caccia invertebrati e piccoli pesci, soprattutto ghiozzi.

Habitat

Nel Mar Mediterraneo è presente in tutte le coste nord-occidentali e nord-orientali. Tendenzialmente è una specie notturna, che vive su fondi sabbiosi e fangosi fino a 55 metri di profondità ma grazie alla sua capacità di sopportare diversi gradi di salinità si trova anche nelle lagune e può risalire i fiumi per diversi chilometri, soprattutto in estate. Generalmente viene pescato con la rete a strascico. La dimensione minima per la pesca e la commercializzazione secondo il Reg.CE 1967/2006 è di 15 cm.

 

Fonti:

http://whttps://it.wikipedia.org/wiki/Platichthys_flesus

ww.chioggiapesca.it/it/?pesci=passera

http://www.pescaricreativa.org/notizie/articoli/item/215-misure-minime-pesca-in-mare.html

http://www.fao.org/fishery/species/2550/en

http://maps.iucnredlist.org/map.html?id=135717